Pizza in teglia: ecco perché non ti lievita bene

Pizza in teglia: ecco perché non ti lievita bene

Quante volte hai sognato di sfornare una pizza in teglia alta, soffice e piena di bolle, degna del tuo fornaio preferito, per poi ritrovarti con una base dura, compatta e tristemente bassa? Non scoraggiarti, non è colpa tua. La pizza in teglia, specialmente quella ad alta idratazione in stile romano, è una creatura meravigliosa ma delicata, che nasconde i suoi segreti dietro parole quasi magiche come autolisi, maglia glutinica e pieghe di rinforzo.

Il problema, molto spesso, non risiede negli ingredienti, ma nel processo. Una lievitazione che non parte, un impasto che non prende forza, una stesura che distrugge tutto il lavoro fatto… sono errori comuni che possono trasformare un’attesa piena di speranza in una delusione cocente. Ma oggi metteremo fine a tutto questo. Insieme, passo dopo passo, sveleremo tutti i trucchi del mestiere per trasformare la tua cucina in una vera pizzeria. Ti guiderò attraverso ogni fase, spiegandoti il perché di ogni gesto, per garantirti un risultato che ti lascerà a bocca aperta: una pizza incredibilmente leggera, digeribile e con un cornicione alveolato da fare invidia. Sei pronto a scoprire perché la tua pizza non lievitava bene e a non commettere mai più gli stessi errori? Allaccia il grembiule, si comincia.

30 minutes

20 minutes

moyen

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Il primo segreto: l’autolisi per un impasto perfetto

Inizia il tuo capolavoro con una tecnica semplice ma fondamentale: l’autolisi. L’autolisi è un riposo iniziale di farina e acqua che permette al glutine di svilupparsi naturalmente, rendendo l’impasto più elastico e facile da lavorare. Nella ciotola della tua planetaria, versa tutta la farina e 350 grammi dei 400 totali di acqua. Mescola brevemente con un cucchiaio, giusto il tempo di far assorbire tutta l’acqua alla farina, senza impastare. Copri la ciotola con un panno umido o pellicola e lascia riposare per un’ora a temperatura ambiente. Questo piccolo passo è il primo grande segreto per un impasto estensibile e non tenace.

2. L’impasto e l’incordatura, il cuore della pizza

Trascorso il tempo di autolisi, monta la ciotola sulla planetaria con il gancio. Sbriciola il lievito secco sull’impasto e avvia la macchina a bassa velocità. Inizia ad aggiungere a filo i restanti 50 grammi di acqua, molto lentamente, aspettando che l’impasto assorba la precedente prima di aggiungerne altra. Quando l’acqua sarà completamente incorporata, aumenta leggermente la velocità e aggiungi il sale. Lascia impastare per qualche minuto, finché il sale non sarà ben distribuito. Infine, versa l’olio extra vergine d’oliva, sempre a filo. Continua a impastare finché l’impasto non sarà liscio, omogeneo e si staccherà completamente dalle pareti della ciotola. Questo momento magico si chiama incordatura. L’incordatura è il punto in cui la maglia glutinica è perfettamente formata, donando all’impasto la forza necessaria per trattenere i gas della lievitazione.

3. La puntata e la magia delle pieghe

Ora l’impasto ha bisogno di riposare e prendere forza. Ungi leggermente un contenitore di plastica con un coperchio e trasferisci l’impasto al suo interno. Chiudi e lascia riposare per 45 minuti a temperatura ambiente. Ora è il momento di fare il primo giro di pieghe di rinforzo. Le pieghe servono a dare struttura all’impasto, inglobando aria e rafforzando la rete di glutine. Con le mani umide, prendi un lembo dell’impasto, tiralo delicatamente verso l’alto e ripiegalo verso il centro. Ruota il contenitore di 90 gradi e ripeti l’operazione per tutti e quattro i lati. Copri e lascia riposare per altri 45 minuti, poi ripeti un secondo giro di pieghe. Dopo l’ultimo giro di pieghe, sigilla bene il contenitore e riponilo nella parte più bassa del frigorifero per almeno 24 ore (fino a un massimo di 72). Questa lunga e lenta maturazione in frigo renderà la tua pizza incredibilmente digeribile e saporita.

4. Dalla stesura delicata alla cottura in due tempi

Tira fuori l’impasto dal frigorifero circa 2-3 ore prima di infornare. Ungi generosamente la teglia con olio d’oliva. Rovescia l’impasto sulla teglia, che a questo punto sarà pieno di bolle. Non avere paura! Con i polpastrelli leggermente unti, inizia a stendere l’impasto molto delicatamente, partendo dal centro e spingendo l’aria verso i bordi. Non usare mai il mattarello, distruggeresti tutto il lavoro di lievitazione. Se l’impasto oppone resistenza, coprilo e lascialo riposare per 15 minuti, poi riprendi la stesura. Una volta steso, lascialo lievitare un’ultima volta in teglia per circa un’ora. Nel frattempo, preriscalda il forno alla massima temperatura (250-280°C) in modalità statica. Condisci la base solo con la passata di pomodoro, un pizzico di sale e un filo d’olio. Inforna la teglia sul fondo del forno per circa 10-12 minuti. Estrai la teglia, distribuisci la mozzarella tagliata a cubetti e l’origano, e inforna di nuovo nella parte medio-alta del forno per altri 5-7 minuti, finché il formaggio non sarà fuso e dorato.

Alessandro Bellacosa

Il trucco dello chef

Per ottenere una base ancora più croccante, un vero ‘effetto suolo’ da professionisti, prova questo trucco: dopo aver preriscaldato il forno, inforna la teglia vuota e unta per 5 minuti. Poi estraila con attenzione (sarà rovente!) e procedi con la stesura dell’impasto direttamente nella teglia calda. Lo shock termico sigillerà immediatamente la base, garantendo un fondo asciutto e croccantissimo.

L’abbinamento perfetto: bollicine per tutti

Una pizza così fragrante e saporita chiama una bevanda che possa pulire il palato e accompagnare la sua ricchezza. La scelta più classica e sempre vincente è una birra chiara artigianale, come una Lager o una Pils, che con la loro leggera amarezza e le bollicine rinfrescanti bilanciano perfettamente il sapore del pomodoro e la grassezza della mozzarella. Se preferisci il vino, osa con un Lambrusco di Sorbara o un Prosecco: le loro bollicine e la loro acidità vivace sono l’ideale per sgrassare la bocca e prepararla al boccone successivo. Un brindisi alla pizza perfetta!

Informazione in più

La pizza in teglia ‘alla romana’, come quella che hai appena imparato a preparare, è un’invenzione relativamente recente nel panorama della gastronomia italiana. Nata a Roma, è stata portata alla fama mondiale da maestri pizzaioli come Gabriele Bonci, che ne hanno codificato le caratteristiche principali: altissima idratazione (spesso sopra l’80%), lunghissima lievitazione e una cottura che garantisce una base croccante e un interno sofficissimo, quasi etereo, caratterizzato da una grande alveolatura. A differenza della pizza napoletana, tonda e dal cornicione pronunciato, quella in teglia nasce per essere venduta ‘al taglio’, tagliata in tranci quadrati o rettangolari e venduta a peso. È il perfetto cibo da strada, conviviale e versatile.

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