Chiacchiere croccanti e bollose: il trucco della nonna per farle come in pasticceria

Chiacchiere croccanti e bollose: il trucco della nonna per farle come in pasticceria

Il Carnevale in Italia ha un profumo inconfondibile: è quello dolce e fragrante delle chiacchiere appena fritte, che invade le strade e le case, riportando tutti un po’ bambini. Leggere, friabili, ricoperte da una nuvola di zucchero a velo, sono il simbolo della festa più allegra dell’anno. Ma quante volte, provando a replicarle a casa, il risultato è stato deludente? Chiacchiere pesanti, poco croccanti, senza quelle magnifiche bolle che le rendono così irresistibili.

Oggi, vi apro le porte della mia cucina per svelarvi non una semplice ricetta, ma il segreto della nonna, quel trucco tramandato di generazione in generazione per ottenere delle chiacchiere perfette, identiche a quelle che ammirate nelle vetrine delle migliori pasticcerie. Dimenticate le versioni unte e piatte. Preparatevi a creare delle piccole opere d’arte croccanti e bollose, talmente leggere che una tirerà l’altra. Con pochi, semplici ingredienti e un accorgimento fondamentale, trasformerete la vostra cucina in un laboratorio di alta pasticceria. Siete pronti a far scrocchiare la magia?

30 minuti + 30 minuti di riposo

10 minuti

moyen

Ingredienti

persone +

Utensili

Preparazione

1. Preparazione dell’impasto: il primo passo verso la perfezione

Iniziate versando la farina setacciata su una spianatoia o in una ciotola capiente, creando la classica forma a fontana. Al centro, aggiungete le uova leggermente sbattute, lo zucchero, il burro ammorbidito a temperatura ambiente (mi raccomando, non fuso!), la scorza di limone grattugiata, il pizzico di sale e, infine, il vino bianco o la grappa. Questo piccolo ‘shot’ alcolico è uno dei primi segreti: evaporando durante la cottura, aiuterà a formare le bolle e renderà le chiacchiere più friabili. Con una forchetta, iniziate a mescolare gli ingredienti liquidi al centro, incorporando man mano la farina dai bordi. Quando l’impasto inizia a prendere consistenza, continuate a lavorarlo energicamente con le mani per circa 10-15 minuti. Dovete ottenere un panetto liscio, omogeneo ed elastico, simile a quello della pasta fresca all’uovo. Se avete una planetaria, potete versare tutti gli ingredienti nella ciotola e lavorare con il gancio per circa 8-10 minuti a velocità media, fino a quando l’impasto non si sarà incordato, cioè avvolto completamente attorno al gancio, lasciando le pareti della ciotola pulite.

2. Il riposo: un’attesa che fa la differenza

Una volta pronto, avvolgete il vostro panetto nella pellicola trasparente o in un canovaccio pulito e lasciatelo riposare a temperatura ambiente per almeno 30 minuti, ma se avete tempo anche un’ora andrà benissimo. Non saltate questo passaggio! È fondamentale per far rilassare la maglia glutinica, cioè la rete di proteine che si è formata impastando. Un impasto riposato sarà molto più facile da stendere, più elastico e non si ‘ritirerà’ mentre lo lavorate. Questo garantirà una sfoglia sottile e uniforme, la base per il successo delle vostre chiacchiere.

3. La stesura: ecco il vero trucco della nonna

Ed eccoci arrivati al cuore del segreto: la sfoglia deve essere sottilissima, quasi trasparente. Un velo. Qui la tecnologia ci viene in aiuto. Prendete il vostro impasto, dividetelo in 3 o 4 porzioni per lavorarlo più agevolmente e appiattite la prima con le mani. Infarinatela leggermente e passatela nella macchina per la pasta, partendo dallo spessore più largo. Ripiegate la sfoglia su se stessa e ripassatela un paio di volte, per renderla più resistente. Poi, procedete diminuendo gradualmente lo spessore dei rulli, passando la sfoglia una sola volta per ogni numero, fino ad arrivare alla penultima o addirittura all’ultima tacca. La sfoglia dovrà essere così sottile da poter quasi leggere in trasparenza. Questo è il segreto per ottenere chiacchiere che si gonfiano istantaneamente in cottura, creando bolle enormi e una leggerezza impareggiabile. Se non avete la macchina per la pasta, armatevi di pazienza e di un buon mattarello: dovrete stendere l’impasto il più finemente possibile su un piano leggermente infarinato, fino a ottenere lo stesso risultato.

4. Forma e taglio: date sfogo alla creatività

Una volta ottenute le vostre sfoglie sottilissime, adagiatele sul piano di lavoro. Con una rotella tagliapasta, preferibilmente dentellata per un effetto più carino, ricavate dei rettangoli di circa 5×10 cm. Per renderle ancora più belle e favorire la cottura, praticate uno o due taglietti al centro di ogni rettangolo, paralleli al lato lungo. Potete anche annodarle o creare altre forme, la tradizione è ricca di varianti!

5. La frittura ad arte: l’incontro con l’olio bollente

In una pentola dai bordi alti, scaldate abbondante olio di semi di arachide fino a raggiungere una temperatura di 170-180°C. Se non avete un termometro da cucina, fate la prova con un pezzettino di impasto: se sfrigola e torna subito a galla circondato da bollicine, l’olio è pronto. Immergete poche chiacchiere per volta per non abbassare la temperatura dell’olio. Vedrete la magia compiersi sotto i vostri occhi: si gonfieranno all’istante formando grandi bolle. Fatele dorare per circa 30-40 secondi per lato, girandole a metà cottura con una schiumarola. Devono risultare dorate e leggere, non scure.

6. La finitura: una nevicata di dolcezza

Man mano che sono pronte, scolate le chiacchiere con la schiumarola e adagiatele su un vassoio ricoperto di carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso. Lasciatele raffreddare completamente. Questo è importante perché se le zuccherate da calde, lo zucchero a velo si scioglierà, creando una patina umida. Solo un attimo prima di servirle, spolverizzatele generosamente con abbondante zucchero a velo, usando un setaccio per una distribuzione uniforme e scenografica. E ora, godetevi il suono celestiale della loro croccantezza!

Alessandro Bellacosa

Il trucco dello chef

Il segreto per delle bolle spettacolari risiede in due fattori: una sfoglia sottilissima, quasi trasparente, e uno shock termico perfetto. L’alcol nell’impasto (vino, grappa o altro), evaporando rapidamente nell’olio bollente, aiuta a creare quelle magnifiche bolle vuote e leggere. Non omettetelo! E assicuratevi che l’olio sia alla giusta temperatura: troppo freddo le renderà unte, troppo caldo le brucerà senza cuocerle all’interno.

L’abbinamento perfetto

Queste chiacchiere leggere e fragranti si sposano meravigliosamente con un vino dolce e aromatico che ne pulisca il palato senza sovrastarne il sapore. Un Moscato d’Asti DOCG, con le sue bollicine delicate e le sue note di pesca e salvia, è la scelta classica e sempre vincente. In alternativa, un Passito di Pantelleria o una Malvasia delle Lipari offriranno un’esperienza più intensa e avvolgente. Per i più piccoli (e non solo), una tazza di cioccolata calda densa e non troppo dolce sarà una coccola irresistibile in cui intingere le vostre creazioni.

Informazione in più

Le chiacchiere sono uno dei dolci più antichi e diffusi del Carnevale italiano, un vero e proprio patrimonio gastronomico che unisce la penisola da nord a sud. La loro origine risale addirittura all’antica Roma, dove, durante i Saturnali (festività simili al nostro Carnevale), si preparavano i frictilia, dolcetti fritti nel grasso di maiale e dolcificati con il miele, distribuiti alla folla in festa.

Oggi, ogni regione le chiama con un nome diverso, a testimonianza della loro profonda radicazione culturale. A Roma sono frappe, in Toscana cenci, in Piemonte bugie, in Veneto galani o crostoli, in Emilia-Romagna sfrappole. I nomi cambiano, così come piccole variazioni nella ricetta (chi aggiunge il liquore all’anice, chi il Marsala, chi la vaniglia), ma la sostanza non cambia: una sfoglia sottile, fritta e zuccherata, che porta allegria e convivialità su ogni tavola.

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